Forme di tarantismo

Su Youtube è disponibile un bel documentario sul tarantismo, ne consiglio la visione prima della lettura di questo post.

Dove sono andati a finire i tarantati del terzo millennio? Il documentario si pone questa domanda lasciando la risposta alle varie manifestazioni di disagio di oggi che si trovano incanalate entro argini che devono essere rotti.
Bene! Io azzardo una risposta blasfema alla domanda. Blasfema per l’alta considerazione che ho delle radici storiche e del profondo significato antropologico della taranta (consiglio di leggere i libri che Ernesto De Martino ha dedicato al tema: Sud e magia o il meraviglioso La terra del rimorso). Tuttavia, rimanendo alla sua espressione fisica e muovendomi negli angusti canoni classificatori della razionalità medico-scientifica non posso evitare di ricordare che si tratta di una manifestazione isterica che ricorreva periodicamente, nei mesi della mietitura in particolare, e che colpiva soggetti, generalmente donne, il cui profilo era fondamentalmente ascrivibile a qualche forma depressiva.
Ora, tralasciando i richiami alle radici storiche ed ai significati antropologici, ché sarebbero sprecati per il caso che vado a esporre, non posso non notare qualche parallelismo con quello che avviene da un po’ di anni nei confronti del 25 aprile e della festa della Liberazione Partigiana. Il fenomeno di rigetto isterico del 25 aprile è certamente periodico con cadenza annuale, le manifestazioni isteriche sono particolarmente violente e in alcuni casi pietosi non manca nemmeno la bava alla bocca. Diversamente da quello che accadeva con le tarantolate, è terribilmente semplice descrivere il profilo dei soggetti colpiti da questo fenomeno, di solito si tratta di maleducati fieri della propria condizione di miseria intellettuale, ignorano la storia e i suoi molteplici significati, dispongono di due o tre categorie classificatorie della realtà, e non si fanno neppure sfiorare dall’idea che possono migliorare. Il mio accostamento con il tarantismo è però fallace. Il deplorevole fenomeno di questi anni non condivide con il tarantismo la sua fondamentale componente terapeutica. Nel caso delle manifestazioni isteriche per il 25 aprile siamo invece di fronte a casi disperati e il massimo che si può fare per aiutare questi miserabili è fargli seguire un capetto che una persona mediamente normale non degnerebbe di uno sputo e fargli ricoprire una carica ministeriale o altra carica pubblica. Questo avrà sicuramente effetti devastanti per un Paese ma l’autostima dello sventurato ne beneficerà.

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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!Sandro Pertini.

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Questo Paese può dirsi libero, degnamente libero, solo grazie all’esperienza partigiana. Rimuovere dalla Storia d’Italia quell’esperienza e assegnare il merito della liberazione all’intervento militare alleato non è solo un falso storico è anche la manifestazione di una sudditanza morale che non poteva che sfociare nell’egemonia politica di un mentecatto e dei suoi accoliti. Oggi noi parliamo di alleati ma non dimentichiamo che il nostro paese ha avuto un ruolo belligerante nella II guerra mondiale e che da quel ruolo infame gli italiani sono stati riscattati solo con la Resistenza, non capire questo è il residuo della barbarie fascista che ha insanguinato la storia di questo e di altri paesi.

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Autore: Antonio

Potevo nascere ovunque ma solo nel mio Salento potevo venire al mondo, da generazioni di contadini che hanno lasciato le loro impronte tra gli alberi di ulivo.

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