Crono, oggi

Rubens, Crono divora Poseidone

Luciano Gallino su Repubblica di ieri scrive, con la consueta lucidità,  delle recenti rivolte degli studenti inglesi e delle manifestazioni in Francia ed Italia contestualizzandole in un quadro molto ampio.

La rivolta degli studenti inglesi e le manifestazioni di massa contro i tagli delle pensioni in Francia o quella promossa dalla Fiom a Roma in difesa del lavoro possono essere lette come un primo tentativo di difendere dall’Europa il modello sociale europeo. Un’espressione che suona un po’ astratta, ma è ricca di significati concreti.

I governi d’Europa danno la colpa [dei tagli alla spesa pubblica] a un’accoppiata infernale: il deficit crescente dei bilanci pubblici indotto dai costi eccessivi dello stato sociale, e la parallela diminuzione delle entrate fiscali causata dalla crisi. Nessuna delle due giustificazioni sta in piedi. Il deficit medio dei bilanci pubblici nei paesi della zona euro era appena dello 0,6 per cento del Pil nel 2007. Nel 2010 risulta aumentato di 11 volte, toccando il 7 per cento. Colpa di un eccesso di spesa sociale? Certo che no.

In altre parole, come fa osservare Gallino, i tagli sono resi necessari dal ‘salvataggio’ da parte delle casse pubbliche del sistema economico-finanziario che ha determinato la crisi economico-finanziaria. Lo stesso sistema economico e finanziario che fino al giorno prima della crisi ha cianciato della libera impresa e delle mani libere dai ‘lacci e lacciuoli’ dello Stato e che a crisi finita ritornerà a farlo con sprezzo del pericolo e della decenza[1].

L’attacco dell’Europa al proprio modello sociale non è soltanto iniquo, è pure cieco, perché apre la strada a una lunga recessione. Meno scuola e meno università significano avere entro pochi anni meno persone capaci di far fronte alle esigenze di un’economica innovativa e sostenibile.

difendere dall’Europa il modello sociale europeo“…espressione decisamente ricca di significati che rimandano addirittura al mito di Crono che divora i suoi figli[2].

[1] Lo stesso indecente girotondo di chiacchiere sembra caratterizzare i convinti sostenitori del liberismo e quelli del ‘localismo’, entrambi ce l’hanno con lo Stato, usurpatore e ladrone, salvo quando devono farsi salvare da catastrofi economiche o naturali. Nel caso delle catastrofi naturali si veda come Zaia chieda, giustamente, “l’arrivo di soldi da Roma” per fare fronte all’alluvione in Veneto.
[2] Se non ricordo male questo stesso mito è stato evocato da qualcuno tempo fa per invocare la necessità di tagli alle pensioni. Ora, è evidente che non c’è cassaforte a prova di scasso come non c’è scritto a prova di imbecille ma voglio fugare ogni dubbio che io mi stia riferendo alla necessità di tagliare le attuali magre pensioni per assicurare le pensioni ai giovani di oggi. E’ evidente che non citerei Gallino se pensassi un’idiozia simile.

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Autore: Antonio

Potevo nascere ovunque ma solo nel mio Salento potevo venire al mondo, da generazioni di contadini che hanno lasciato le loro impronte tra gli alberi di ulivo.

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