Appunti di psicologia cognitiva

“I concetti relativi sembrano più difficili da apprendere da parte di un soggetto non umano dato che, come implica la loro stessa definizione, si basano su una suddivisione in categorie relativa, cioè che cambia in ogni situazione. Quello che è più scuro o più piccolo o più pesante in un caso può essere più chiaro, più più grande o più leggero in un altro e dunque se ci si basa su categorie assolute si possono commettere errori. Così un soggetto addestrato a distinguere la categoria «più scuro di» che ha imparato a scegliere l’oggetto «grigio» rispetto a quello «bianco» deve capire che «grigio» non è, di per sé, una categoria assoluta e dunque che sarebbe sbagliato indicare l’oggetto «grigio» se viene messo a confronto con uno «nero». Alex invece era in grado di osservare uno qualsiasi fra due oggetti, anche se erano nuovi per lui, e dirmi il colore di quello che era più grande oppure più piccolo.” Irene M. Pepperberg, Il pappagallo intelligente, Micromega 7/2010, p. 80.

Irene Pepperberg è professore di psicologia ed è famosa per i suoi lavori sui fondamenti del linguaggio e della comunicazione. Alex invece era un pappagallo cinerino (Psittacus erithacus) ed è stato per molti anni il principale soggetto degli esperimenti della Pepperberg. Solitamente questo tipo di esperimenti si concentrano sulle scimmie antropomorfe e il merito di Irene Pepperberg è stato quello di dimostrare che molte capacità cognitive cosiddette superiori non sono esclusive delle scimmie antropomorfe e degli umani. “Alex ha appreso le parole corrette per indicare oltre 50 oggetti, 7 diversi colori, 5 forme, ha imparato come contare fino a 8 e a distinguere tre categorie (colore, forma, materiale), a dire «no», «vieni qui», «voglio andare a X» oppure «voglio Y» (dove X e Y erano i nomi corretti di luoighi o di oggetti). Alex era capace di combinare le parole per identificare, chiedere e rifiutare (o per parlare di) circa 150 oggetti e per modificare il proprio ambiente.” (op. cit., p. 78).

Il numero di Micromega che contiene, tra gli altri, l’articolo che cito è attualmente in edicola. E’ un almanacco della scienza e ne raccomando vivamente la lettura. Tra un’associazione di idee e l’altra – tutta colpa di Freud – mi è venuto in mente di proporlo mentre leggevo un articolo molto interessante di Cinzia Sciuto su Micromega on line riguardo all’attacco dell’Avvenire alla trasmissione Vieni via con me, che lunedì scorso ha avuto il grave torto di invitare Beppino Englaro e Mina Welby «senza contraddittorio» (Nell’articolo di Cinzia Sciuto c’è un link che non funziona, il link corretto è questo).

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Autore: Antonio

Potevo nascere ovunque ma solo nel mio Salento potevo venire al mondo, da generazioni di contadini che hanno lasciato le loro impronte tra gli alberi di ulivo.

4 thoughts on “Appunti di psicologia cognitiva”

  1. Che strano leggere nell'articolo di Avvenire le rivendicazioni di un differente modo di vedere le cose, quasi da minoranza non tutelata, che esigono costituzionalmente il diritto a un contraddittorio: ormai si potrà andare al bagno solo in presenza di contraddittorio.
    Scherzi a parte le cose sono serie.
    E' vero, forse accanto agli elenchi degli Englaro e dei Welby si potevano aggiungere altri di differenti visioni, ma intanto il pensiero dominante in tv non è quello degli Englaro e dei Welby e quindi si è realizzato una specie di risarcimento nella trasmissione Vieni via con me.
    Poi se chi reclama il diritto di contraddittorio e/o della differenza che deve essere tutelata si ricordasse di non essere l'unico interprete dell'umana vita e di permettere una scelta diversa dalla propria e non a scapito della propria anche a proposito di coppie di fatto di matrimoni gay, di adozioni per omosessuali, ecc., allora forse il contraddittorio tanto chiesto e la tutela tanto pretesa sarebbero davvero la manifestazione di una condivisione solida della natura dell'uomo.
    Grazie Antonio di queste occasioni di riflessione, sei grande in questo.
    Un abbraccio.
    Vincenzo

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