Il sarto di Ulm

Lucio Magri, foto da la Repubblica.

Il sarto di Ulm
(Ulm 1592)

“Vescovo, so volare”,
il sarto disse al vescovo.
“Guarda come si fa!”
E salì, con arnesi
che parevano ali,
sopra la grande, grande cattedrale.

Il vescovo andò innanzi.
“Non sono che bugie,
non è un uccello, l’uomo:
mai l’uomo volerà”,
disse del sarto il vescovo.

“Il sarto è morto”, disse
al vescovo la gente.
“Era proprio pazzia.
Le ali si son rotte
e lui sta là, schiantato
sui duri, duri selci del sagrato”.

“Che le campane suonino
Erano solo bugie.
Non è un uccello, l’uomo:
mai l’uomo volerà”,
disse alla gente il vescovo.

Bertold Brecht, Il sarto di Ulm (Ulm 1592), da Poesie di Svendborg, 1939.

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Autore: Antonio

Potevo nascere ovunque ma solo nel mio Salento potevo venire al mondo, da generazioni di contadini che hanno lasciato le loro impronte tra gli alberi di ulivo.

7 thoughts on “Il sarto di Ulm”

  1. È morto il nostro passato, ma anche ciò che ci avevano fatto credere. Al di là del bene e del male, quella sinistra si era avvitata in sé, nulla più producendo per le future “rivoluzioni”. Un plauso, comunque, alla sua militanza politica e umana.

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