Cure

Settant’anni fa l’Italia aveva un cancro, la massa tumorale era cresciuta per vent’anni. Solo una cura drastica poteva evitarne la morte. Per curare un tumore ci volle un chemioterapico potente, la Resistenza. Non tutte le cellule maligne furono distrutte, molte si annidarono nei tessuti e continuarono a proliferare, a volte silenti a volte con qualche recrudescenza, ma la massa tumorale regredì. La chemioterapia è una cura devastante, ma per curare un tumore non ci sono molte alternative. Le conseguenze inevitabili furono una guerra civile. Altrove lo stesso tumore cominciò a proliferare più tardi rispetto all’Italia, ma ebbe natura ancora più feroce. La sua genesi politica aveva radici remote ma le cause prossime trovarono terreno fertile nella conflittualità tra le forze democratiche della Repubblica di Weimar, conflittualità insanabili tra socialdemocratici, comunisti, cattolici. Insieme costituivano la maggioranza assoluta ma un’alleanza tra quelle forze era impossibile, sarebbe stata una medicina troppo amara. Fu così che il partito nazista governò con la maggioranza relativa. Per non arrivare alla chemioterapia a volte è necessario ingoiare medicine amare, anche se può essere difficile dire se è meglio scongiurare la chemioterapia o invocarla.

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Autore: Antonio

Potevo nascere ovunque ma solo nel mio Salento potevo venire al mondo, da generazioni di contadini che hanno lasciato le loro impronte tra gli alberi di ulivo.

4 thoughts on “Cure”

  1. Lo spettro dell'ingovernabilità è inquietante. Non so cosa augurarmi. Tornare alle urne mi dà l'idea di un loop senza fine. Inquietudine e disgusto.

  2. Inquietudine e disgusto, già. Io so cosa augurarmi, mi auguro che non si dialoghi con un partito anticostituzionale che predica l'evasione fiscale, l'abusivismo edilizio e promette condoni tombali. Mi auguro che tutte le forza democratiche (e il pdl non lo è) concorrano a fare una legge elettorale seria e una legge contro il conflitto di interessi. Solo dopo tornare alle urne se non si riesce a fare un governo anche con M5S. Se si imboccano strade diverse alle prossime elezioni M5S prenderà il 51% e se lo sarà meritato.

  3. Grillo già incoraggia un'alleanza PD-PDL che farebbe il suo gioco. Bisogna depotenziarlo, invece. Bersani non sarà una volpe, ma a capire che bisogna mettere su un governo di minoranza, magari concordando pochi punti essenziali col M5S (di buono c'è che ormai Monti è del tutto ininfluente) in modo di procacciarsi a viso aperto la fiducia con l'apporto dei loro voti al Senato, e se poi non la si ottiene, o se il governo comincia a ballare sotto ricatto su ogni provvedimento che presenta, allora alzare le mani e passare la palla, ci arrivo persino io. Tra l'altro, se ciò avvenisse in tempi stretti, sarebbe interessante vedere come a quel punto se la sbroglierebbero grillini e PDL, con Napolitano in semestre bianco impossibilitato a sciogliere le Camere. (E poi ci sarà l'incognita dell'elezione del nuovo presidente…)

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