PD: atto finale.

In pochi punti.

  1. Il paese è diviso in tre grandi blocchi. Il PD, il PdL e il M5s più un pattuglia di liberisti beneducati.
  2. Il M5s rifiuta ogni dialogo con il PD perché il M5s non sta a sinistra e non sta a destra. Il M5s sta in alto! 
  3. Il PD cerca l’unità nazionale per eleggere il Presidente della Repubblica con il PdL. Una trattativa tra due blocchi condizionata dalla ricerca disperata dell’impunità da parte del capobranco di uno dei due blocchi.
  4. Il PD si appresta all’abbraccio mortale con la peggiore destra del paese.

Suicidio. La Gioconda di Ponchielli. Monserrat Caballé.

Il Presidente della Repubblica non è carica per cui possa valere “tu non hai appoggiato il governo e io non voto il tuo candidato”. Rodotà è stato proposto da migliaia di persone di sinistra prima ancora che venisse proposto dalle consultazioni del M5s. Questo è l’ultimo atto per il PD. Da tempo il PD si è mosso in una direzione per cui molti elettori come me non potevano più votarlo, oggi molti elettori come me decideranno se in futuro potranno votare partiti di sinistra che faranno alleanza con il PD.

***

“Il momento è ora, votate Rodotà”. Appello di Barbara Spinelli, Michele Serra e altri (MicroMega)
 
Chiediamo ai deputati e alla direzione del Partito Democratico di rompere ogni indugio e di votare fin dal primo scrutinio, per la Presidenza della Repubblica, Stefano Rodotà. Beppe Grillo ha annunciato che sarà lui il candidato del Movimento 5 Stelle, e allo stesso modo si è pronunciato Sel, organicamente legato al Pd e il cui parere non può in alcun modo esser trascurato dai Democratici. Stefano Rodotà è per la maggior parte degli italiani, e certamente per il vostro elettorato, un punto di riferimento ideale. Ha come bussola costante la Costituzione italiana e la Carta dei diritti europei, ha sempre avversato i compromessi con la corruzione, è uno dei più strenui difensori della libertà dell’informazione, compresa la libertà conquistata ed esercitata in rete. È un segno altamente positivo che il Movimento 5 Stelle l’abbia scelto come proprio candidato, ma Stefano Rodotà non è una sua invenzione. Il suo profilo è improntato a massima indipendenza, e le sue radici sono anche nella storia migliore della sinistra italiana. Non abbiate paura, votatelo con convinzione e fin da subito: sarete molto più credibili e forti se non tergiverserete, presi da timori di varia natura, e non accetterete in nessun caso candidati che dovessero nascere da un accordo con Berlusconi. Ve lo chiediamo da cittadini, convinti che non sia ancora troppo tardi: non riconsegnate l’Italia al tragico ventennio dal quale cerchiamo faticosamente di uscire. Abbiate il coraggio di cominciare a costruire un futuro diverso. Il momento è ora.

Remo Bodei, Sandra Bonsanti, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d’Arcais, Tomaso Montanari, Antonio Padoa Schioppa, Michele Serra, Salvatore Settis, Barbara Spinelli
(18 aprile 2013)

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Autore: Antonio

Potevo nascere ovunque ma solo nel mio Salento potevo venire al mondo, da generazioni di contadini che hanno lasciato le loro impronte tra gli alberi di ulivo.

4 thoughts on “PD: atto finale.”

  1. la cosiddetta “unità nazionale” che avrebbero raggiunto lasciando al puffo la scelta delle carte è l'ultima idiozia del pd. Votando Marini anziché Rodotà il pd spaccherà sé stesso, il proprio elettorato e il paese, bel risultato. Almeno la faremo finita con questo aborto di partito.

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