Domande

Premesso che considero antistorico il risultato del voto referendario UK per lasciare l’UE, l’Europa rimasta ritroverà il suo originario progetto o questo è l’inizio del collasso dell’ideale europeo?

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I pedoni, il semaforo e la democrazia

E’ evidente che la mia quotidiana attesa per attraversare le strisce pedonali della Palmiro Togliatti è sempre molto stimolante!

Quando cominciarono a circolare le automobili si è posto il problema dell’attraversamento della strada dei pedoni senza che questi fossero investiti. All’inizio il rischio non era elevato, le auto erano poche e i pedoni potevano attraversare facendo un po’ di attenzione. Le strisce pedonali assicuravano quell’attenzione necessaria da parte degli automobilisti perché rallentassero la loro corsa e lasciassero passare i pedoni in tutta tranquillità. Poi le auto aumentarono, insieme alla loro velocità, e fu necessario mettere i semafori perché si fermassero a intervalli regolari per lasciar passare i pedoni.

Successivamente sembrò opportuno dotare i semafori di dispositivi che il pedone poteva usare. Quando il pedone aveva bisogno di attraversare la strada avrebbe premuto il pulsante e dopo pochi secondi il semaforo sarebbe diventato rosso per le auto. In questo modo i pedoni non si sarebbero più affollati intorno al semaforo in attesa di poter attraversare la strada. In principio questa soluzione funzionava benissimo, poi le auto divennero sempre più numerose e veloci e arrestarne la corsa ogni volta che un singolo pedone aveva bisogno di attraversare la strada divenne poco praticabile. La vecchia soluzione era chiaramente antieconomica.

Le automobili sarebbero state penalizzate e, considerando che intorno alle auto gravitava un’economia di gran lunga più imponente rispetto a quella che potevano muovere i pedoni, divenne chiaro che la vecchia soluzione per fare attraversare la strada ai pedoni non era più adatta ai tempi. Sarebbe stato oltremodo assurdo favorire i pedoni il cui contributo all’economia, per quanto significativo, non poteva competere con quello dell’industria automobilistica, dell’indotto dei ricambi e riparazioni, dei consumi di carburanti. Fu così che si decise di svuotare gli apparecchi che avrebbero regolato il passaggio dei pedoni ai semafori. Sarebbe restata la scatola vuota perché i pedoni continuassero a credere di poter fermare le auto per attraversare la strada.

La soluzione si presentava efficace. Le auto avrebbero transitato senza troppe interruzioni e i pedoni avrebbero avuto il loro bel dispositivo per continuare a credere che si sarebbero fermate per consentire l’attraversamento della strada con la semplice pressione di un pulsante. Dopotutto il semaforo avrebbe continuato a diventare rosso per le auto a intervalli regolari e nessun pedone avrebbe pensato che il proprio attraversamento non fosse dipeso dalla pressione sul pulsante. Il ritardo faceva parte del meccanismo, non si poteva pretendere che il semaforo si azionasse immediatamente. Non c’era nulla di cui preoccuparsi, bastava aspettare e le auto si sarebbero fermate.

Ora, la domanda per i 5s e per chiunque voglia ridare vita alla politica e alla democrazia di questo paese (e non solo) è: intendete rimettere a posto i dispositivi per il passaggio pedonale oppure continuiamo a credere che il rosso per le auto è scattato per la semplice pressione sul pulsante di una scatola vuota?

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Rivoluzione digitale!

Sono nato in Puglia ma risiedo a Roma da più di 10 anni, pure Vito, uguale uguale. Pochi giorni fa riceviamo la tessera sanitaria nuova, tutte e due con logo della Puglia. Vito, più accorto di me, pensa che qualcosa non va e chiama il numero verde del portale della tessera sanitaria. L’operatrice, informata del problema, riferisce gentilmente che le tessere vanno cambiate e che tra regione Puglia e regione Lazio ci deve essere stato un problema di comunicazione in merito al cambio di residenza. Come risolvere il problema? Andare alla ASL di riferimento e comunicare il cambio (avvenuto 10 anni fa!). In altre parole due regioni non si parlano e le persone devono perdere una mattinata di lavoro o di riposo per andare a comunicare che hanno cambiato residenza. Vito chiede se non ci sia un modo diverso, diciamo più digitale, per risolvere il problema. No, non c’è. Ma allora il portale a cosa serve? Il numero verde a cosa serve? A raccogliere le lamentele!
Mi sembra che l’unica rivoluzione digitale portata veramente a termine è quella del dito medio esteso verso l’alto quando tutte le altre sono strette verso la mano!